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Il sito sta cambiando

Sono stati giorni impegnativi per me. Ho lavorato al sito perché era giunto il momento di renderlo davvero vicino a quello che avevo in mente fin dall’inizio. Un sito semplice da navigare, in cui chiunque può trovare ciò che sta cercando.

Non tante voci tra cui districarsi ma poche chiavi di ricerca, chiare e dirette. Nonostante questo le possibilità sono tantissime. Chi desidera sapere quali sono i giochi più adatti ad un bimbo o a una bimba, chi è attento ai materiali con cui è realizzato, chi preferisce cercare il gioco in base all’età a cui è indirizzato, chi adora le costruzioni, chi la fantascienza, chi le casette di legno, chi le macchine a pedali, chi vuole fare un acquisto davvero intelligente e punta ai giochi didattici, quelli che aiutano il bambino a imparare le materie scolastiche, chi ama la giocoleria o la magia…

Insomma, le chiavi per trovare un gioco sono tante, ma sono tutte lì, in home page, semplici da trovare e intuitive nel contenuto.

Cosa ne pensate voi?

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Alla Fiera di Norimberga

Nello scorso week end io e mia moglie abbiamo visitato la Spielwarenmesse, la Fiera del Giocattolo più importante d’Europa che si tiene ogni anno a Norimberga.
Siamo partiti venerdì dopo pranzo e dopo circa sei ore di viaggio siamo riusciti ad arrivare all’albergo e a cenare in un bel ristorante in zona stazione, appena dentro le mura che circondano il centro della città tedesca.
Dopo cena eravamo cotti e sapevamo cosa ci aspettava il giorno dopo, per cui abbiamo pensato bene di tornare a casa e di andare a dormire. La mattina la sveglia è suonata alle 7.30 e alle 9 eravamo ai cancelli d’ingresso della fiera. La metropolitana ci aveva fatto arrivare velocemente ad uno degli ingressi dove, lo avete visto anche nella pagina Facebook, ci hanno accolto le guardie imperiali di Star Wars. Niente di preoccupante, non ci hanno fermato ed anzi, erano fotografate da tutti coloro che arrivavano.
Abbiamo fatto così ingresso nello spazio fieristico e ci siamo dovuti impegnare per capire la struttura e l’organizzazione di un evento di dimensioni mastodontiche. C’era il padiglione dedicato al carnevale e ai costumi, quello dei giochi educativi, al modellismo, ai giochi per l’infanzia, alle bambole, ai giochi in legno, ai giochi in scatola, c’era un padiglione per ogni tipo di gioco, ciascuno di grandi dimensioni.
Il nostro percorso non è stato lineare, prima abbiamo visitato una zona mista, dove venivano ospitati padiglioni multimarca, oppure di produttori di giocattoli senza un target preciso. Nonostante questo abbiamo incontrato tantissimi marchi interessanti, abbiamo parlato, ci siamo scambiati biglietti da visita, cataloghi e listini. Subito dopo ci siamo recati al padiglione dei giochi educativi, non potevamo fare diversamente, dove abbiamo esaurito le nostre povere energie nel conoscere la passione e l’entusiasmo soprattutto dei piccoli produttori, di persone che dedicano il loro lavoro nella produzione di giochi originali, interessanti, pieni di bellezza.
Il giorno dopo, domenica, abbiamo dedicato solo la mattina a visitare altre realtà, sempre interessanti e con le quali ci siamo scambiati informazioni e contatti.

Oggi è il secondo giorno che siamo a casa e stiamo selezionando i cataloghi che abbiamo ritirato e stiamo decidendo cosa acquistare e da chi. Presto ci saranno delle novità, sia in catalogo sia in un’attività parallela che stiamo iniziando. Saremo gli agenti per la Lombardia di almeno un produttore di giocattoli e probabilmente affiancheremo a questo grosso marchio anche altre piccole realtà. Continuate a seguirci e vedrete dove arriveremo!

Il mondo del giocattolo è la nostra passione. Il giocattolo educativo è la missione che ci siamo dati.

Alessandro e Michela

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Il mio Natale

Alessandro-ilgiocoeducativoQuando ero bambino il Natale era un momento magico. A dir la verità ora ho 43 anni e grazie all’atmosfera che i miei genitori sapevano creare, ancora adesso vivo il Natale con partecipazione ed entusiasmo.
Sono nato e cresciuto in una famiglia cattolica. Io ho rielaborato questa appartenenza in modo personale, tanto che quando penso al periodo natalizio ed in modo speciale alla notte di Natale, penso ad un momento di condivisione e serenità in famiglia, un momento che appiana le discussioni, rappacifica gli animi, regala piccoli momenti di felicità.

Nel mio Natale, quello che i miei genitori preparavano, c’era una regia esperta e profondamente innamorata di me e dei miei fratelli.
A parte la preparazione del presepio, ciò che rendeva magica quella notte iniziava ad accadere nel pomeriggio del 24 Dicembre. In quel momento iniziavano i preparativi.
All’epoca era in vita solo mia nonna materna, mentre gli altri nonni, i due paterni e quello materno, erano morti da molti anni e io non li ho mai conosciuti.
Tuttavia si preparava qualcosa anche per loro, e non solo per il Gesù bambino che avrebbe portato i regali.
Al nonno materno piaceva “pucciare” nel caffè le zollette di zucchero. Ecco che sul tavolo della sala si preparava una tazzina di caffè, un cucchiaino, due zollette di zucchero e una piccola moka pronta all’uso.
Al nonno paterno, invece, piaceva fumare la pipa. Sullo stesso tavolo della sala mio padre preparava una pipa carica e pronta all’uso, con vicino l’accendino e il premino, perché senza quello la pipa non si riesce a tenere accesa.
Non mancava mai un bicchierino di liquore e naturalmente, davanti alla grande porta della sala, prima che venisse chiusa a chiave, si mettevano delle scarpe da bambino, che avrebbero usato gli angeli custodi al loro arrivo, per entrare in sala insieme a tutta la compagnia.
Questo era il mio Natale e me lo ricordo con un misto di nostalgia e amore.

Naturalmente noi bambini si andava a letto presto e i miei genitori si organizzavano per fumare la pipa, bere il caffè e il liquore, spostare le scarpe degli angeli custodi e mettere i regali al loro posto.
Il risveglio al mattino era sempre lo stesso. I miei genitori che avrebbero preferito dormire ancora, ma sapevano benissimo che noi non vedevamo l’ora che la porta della sala venisse spalancata, perchè aprire i regali era la nostra priorità.
Ma prima di aprirli verificavamo sempre che i nostri nonni mai conosciuti avessero apprezzato le cose che avevamo lasciato per loro, e che gli angeli custodi avessero indossato le scarpe. Tutto era a posto, tutto in ordine. Noi potevamo aprire, felici, i nostri pacchetti.

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Giocare con il legno

Filippo ama giocare con i videogames. Arriva a casa da scuola, giusto il tempo di salutare e prende l’Ipad di sua mamma. A 5 anni lo sa già usare benissimo, è un nativo digitale e talvolta spiega ai suoi genitori come usarlo al meglio. Una sorta di umiliazione per loro, ma sanno che le cose vanno così.
Giovanna e Michele non vorrebbero che Filippo passi così tanto tempo a giocare in un modo così passivo. Fanno di tutto per offrirgli delle alternative. Nei week end organizzano gite fuori porta, vanno a visitare musei adatti ai bambini, partecipano alle iniziative che trovano nel territorio dove vivono. Lui ama queste attività, ma quando torna a casa non c’è nulla da fare. Riprende a giocare con i videogiochi.

“Cosa facciamo?” si dicono tra loro Giovanna e Michele. Ci vorrebbe qualcosa che lo interessi, che stimoli la sua fantasia, che gli permetta di essere creativo. Filippo ha sempre amato costruire, anche adesso quando sta al computer preferisce quei giochi in cui si deve creare qualcosa, che sia una città, un aeroporto, una civiltà o altro ancora.
Oggi i genitori di Filippo stanno camminando lungo una via della loro città e vedono qualcosa di completamente nuovo. Qualcosa che, ne sono certi, piacerà a loro figlio.

Il Pianeta delle idee – DagTAAK

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Viaggiare

Fin da bambino, quando i suoi genitori lo caricavano sulla loro automobile, Luca cambiava espressione. Non era il bambino più buono del mondo. Il primo anno di vita aveva fatto disperare la sua mamma, soprattutto di notte. E’ un’esperienza che molte mamme conoscono e che affrontano con tante occhiaie e altrettanto amore.
C’era un luogo dove Luca si trasformava ed è proprio il seggiolino dell’automobile. Un sorriso si apriva sul suo visino e gli occhi spalancati guardavano il Mondo. Dopo qualche minuto di viaggio gli occhietti si facevano più piccoli, le palpebre si avvicinavano l’una all’altra e Luca, immancabilmente, si addormentava.

Ora sta per compiere 4 anni e la sua passione per le automobili non è mai calata. I suoi genitori gli hanno regalato automobiline di tutte le dimensioni e i colori. Ne ha anche una radiocomandata, per la quale l’aiuto del suo papà è importante. La fa correre lungo il corridoio di casa e gli zoccolini si sono ormai abituati ai quotidiani impatti di quella scattante automobilina contro di loro.

Ora Laura e Pietro, la mamma e il papà di Luca, pensano sia giunto il momento per lui di passare a qualcos’altro. E’ stato bravo all’asilo, si è comportato bene durante la festa dei genitori, insomma si merita un premio.
E’ il 25 Ottobre, il giorno del suo compleanno. La porta del salone è aperta e in un angolo si vede qualcosa di nuovo, una coperta rossa che copre qualcosa di grosso. Luca vede quella coperta e non vede l’ora di sollevarla.
I genitori vedono la scena e pensano a quanta strada il loro figlio ha compiuto e a quanta dovrà ancora compierne. Lo amano tantissimo e dentro di loro gli augurano, di cuore, un viaggio nella vita ricco, emozionante e pieno di soddisfazioni.
“Buon viaggio, amore mio” mormora Laura, mentre vede Luca correre verso la coperta rossa…

Baghera – Macchina a pedali classica blu

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Accoglienza

Anna e Marco sono due genitori come tanti, hanno educato il loro unico figlio in modo equilibrato, hanno affrontato le loro crisi, hanno coltivato le loro amicizie senza trascurare la famiglia e il loro ruolo. Si sono spesso sentiti chiamati in causa per questioni sociali; senza essere di una parte piuttosto che dell’altra hanno sempre rispettato le loro idee e le hanno portate avanti in modo semplice e coerente.

Spesso a tavola si parla di queste cose, anche se Giovanni, il loro figlio nel pieno dell’adolescenza, tende ad ascoltare in modo come minimo intermittente. Capita talvolta di non riuscire a comunicare ai propri figli le passioni che i genitori sentono forti, l’importante è probabilmente comunicare il bisogno di avere una passione, un forte interesse verso qualcosa di bello e utile.

Giovanni ha le sue idee e talvolta le esprime in famiglia. Sulla vicenda della immigrazione, sui rifugiati in fuga dai paesi in guerra, lui ne sente di ogni genere. C’è chi gli dice che quelli sono tutti dei criminali, mentre altri gli dicono che sono tutti dei poveretti. La realtà probabilmente è un misto, i suoi genitori gli hanno sempre cercato di insegnare che non c’è bianco o nero, la realtà è complessa e in quanto tale va interpretata. Oggi Giovanni non ha voglia di interpretare. Con i suoi amici ha parlato e tutti si sono trovati d’accordo nel dire che tutta questa immigrazione è una gran rottura. Li vedono seduti per strada, li vedono fare cose diverse da quelle a cui sono abituati loro e questo gli basta per pensarli strani.

Oggi Giovanni, seduto a tavola insieme ai suoi genitori, dice delle cose che Anna e Marco fanno fatica ad ascoltare e non riescono a capire come gli siano venute in mente. Cosa fare? Come affrontare in modo costruttivo quel problema? L’unica soluzione probabilmente è di aumentare la conoscenza sulle abitudini e i modi di vivere dei popoli del mondo, perché la conoscenza è il modo migliore per aprire lo sguardo e capire le situazioni.

Il compito non è semplice, ma Anna e Marco sono molto pazienti.

CreativaMente – Giro Giro Mondo

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Leggere

Filippo ha 3 anni ed è un bambino particolarmente intelligente. E’ sensibile, intraprendente (anche troppo) e vuole sempre aver ragione lui. Per i suoi genitori è impegnativo gestire il suo carattere particolare, ma lo amano talmente tanto che riescono sempre a trovare quel magico equilibrio tra il favorire lo sviluppo delle sue naturali doti e, diciamo così, smussare gli spigoli di certi suoi comportamenti.
E’ così che Daniela e Matteo stanno accompagnando la crescita fisica e mentale del loro figlio, non rinunciando mai a nutrire la sua curiosità e assecondare i suoi progressi.

Oggi sono in automobile insieme. E’ un sabato di sole, l’autunno è ormai cominciato in pieno, le castagne sono a terra e la famiglia si sta recando in una valle del bergamasco per passare un pomeriggio insieme, a raccoglier castagne e a giocare. Filippo, legato al suo seggiolino, guarda il paesaggio scorrergli sotto gli occhi. L’autostrada lo annoia, gli piace di più quando il suo papà guida lungo le strade di campagna. Gli piace andare piano, guardare bene le cose che lo circondano e scoprire i particolari nascosti. La mucca che bruca l’erba, il gatto sulla balaustra di una finestra, i panni stesi, il trattore che ara un campo. Sono queste le cose che ama.

Ora l’auto sta percorrendo l’autostrada e Filippo vede le insegne delle ditte e dei centri commerciali che si trovano lungo quel nastro d’asfalto. “elle”… “effe”… “ti”…
Daniela si gira verso di lui e lo scopre mentre riconosce alcune lettere dell’alfabeto. Si commuove, è sempre felice ed incredula di fronte ai suoi progressi. Ora guarda Matteo, che sta guidando: “E’ ora di regalargli la lavagna magnetica che abbiamo visto l’altra settimana. Ci divertiremo tantissimo…”

Boikido – Lettere maiuscole magnetiche

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